sabato 21 novembre 2009

DIARIO DALL'AFGHANISTAN

Antonio ( nome ovviamente di fantasia) è un ragazzo italiano che sta svolgendo una missione militare di sei mesi in Afghanistan.
Visto che l’argomento mi interessava parecchio gli ho chiesto di scrivere un diario della sua vita al fronte asiatico.
Ha accettato di buon grado.
Quindi eccomi qui a presentarvi una nuova rubrica che spero accompagnerà per diverso tempo i miei lettori in un viaggio lontano, ai confini di un mondo che ai più è totalmente sconosciuto.
Titolo: DIARIO DALL’AFGHANISTAN.
Ringrazio Antonio per aver condiviso con il pubblico le sue impressioni e la sua avventura e gli auguro col cuore di ritornare sano e salvo a casa, dai suoi cari:

Linea del fronte 33 00 N, 65 00 E.
Prima missione fuori dalla Patria.
Sono qui da più di una settimana ma già dal primo giorno mi sono abituato alla differenza di fuso orario.
Qui siamo 3 ore e mezza in avanti rispetto all'Italia.
Non ci sono grossi problemi logistici e di equipaggiamento perché qui non manca quasi nulla.Quello che manca naturalmente è l'affetto della ragazza, i genitori e gli amici.
Immaginate di trovarvi in poche ore lontani da casa a 4000 km di distanza. Non è facile, soprattutto se il posto è un paese chiamato Afghanistan! Un altro mondo.C'è molta polvere qui.
La mattina mi sveglio con la gola secchissima e arrossata.
Ho avuto leggeri dolori ai reni e all'intestino ma ora sto bene. Dicono che sia normale e che ci vogliono dalle 2 alle 3 settimane per ambientarsi completamente.
Il miglior modo per stare bene è bere molto Acqua, che non manca mai.Sono partito nella speranza di non aver dimenticato nulla, ma anche se avessi dimenticato qualcosa, come lamette, schiuma da barba, etc, non avrei problemi.
Ho scoperto che ci sono dei negozi all'interno della base che vendono quasi tutto, dall'abbigliamento militare, ai saponi.L’
Afghanistan è un posto strano ma non è ostile.Almeno per il momento si vive e si lavora senza problemi, ma c'è una strana calma, forse troppo apparente.
Per fortuna la guardia è sempre alta sia dentro che fuori le mura in cui viviamo e lavoriamo.Sento che sto vivendo una bella esperienza, avevo proprio bisogno di dare una scossa alla mia vita militare che in Patria, non per colpa mia, stava diventando un po' piatta. Siamo in molti e di diverse nazionalità, ma la convivenza sembra perfetta.Non ci sentiamo rivali gli uni con gli altri, siamo nella stessa barca e siamo venuti qui senza tirarci indietro.
A chi ci chiama mercenari, posso assicurare che si lavora ogni giorno, operativi 24 ore su 24.
Certo ci si riposa, ma quando vado a letto penso a quello che ho fatto e a quello che dovrò fare l’indomani.Non riesco a fare progetti per il mio rientro in Italia, la testa è presa da tante situazioni del lavoro. Riesco a staccare la spina quando telefono alla mia ragazza e parliamo del nostro futuro, dopo averla prima tranquillizzata che qui è tutto a posto.
Anche i miei li sento spesso...quasi una volta al giorno.
Abbiamo i telefoni con cui usare le schede internazionali e internet, anche se è molto lento, ma non ci possiamo lamentare.Nel tempo libero sto andando a correre, però si respira molta polvere, davvero tanta.
Oggi sono andato in palestra. 2 ore di pausa, per poi ricominciare.
Sinceramente al lavoro vado anche più del necessario. Mi piace quello che faccio.Non conto i giorni che passano, anche perché non so ancora quanti ne mancheranno davvero
Di solito sono 2-3 settimane di più della programmazione di fine missione.Ma non riesco a pensare ad altro se non a quello che devo fare ogni giorno.L'inverno si avvicina e ieri sera eravamo già a -5 sotto zero!La gente del posto è incredibile, davvero allenata e abituata a queste temperature, ma di questo parlerò la prossima volta.Tra poco ritorno al lavoro.
A Presto.

N.B. Le foto sono prese dal web e non ritraggono il protagonista del Diario.

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